Foresta

Quando varchi l’invisibile soglia che ti separa da questo mondo, sei inesorabilmente proiettato dentro il tuo essere. La tua anima, il tuo sentire, le tue emozioni, le tue paure, tutto te stesso è messo a nudo, senza compromessi. Un luogo fatto di verità assoluta capace di donarti la consapevolezza, se sai ascoltare, un luogo capace di donarti la serenità, se sai accettare, un luogo in grado di rigenerarti, se sai adeguarti ai suoi ritmi. Non esistono compromessi in questo mondo, ci devi entrare con la consapevolezza che il tuo ego non è in grado di piegare nulla alla sua volontà, ma deve solamente adeguarsi al tuo Io, alla tua vera essenza. Bisogna imparare ad ascoltare ed ascoltarsi, bisogna imparare ad accettarsi per quello che si è, bisogna imparare a non mentire a se stessi e tutto fluirà come per incanto. La prima cosa che ti salta agli occhi è come la luce viene improvvisamente meno: il fitto degli alberi e le loro chiome ne precludono il passaggio, ma questo non è il regno delle tenebre, anzi. La tenue luce fa sì che tu possa vedere meglio, ma non ciò che ti circonda, bensì ciò che c’è dentro di te. L’attenzione si sposta al tuo interno ed incominci a riconoscerti, incominci a ricordare chi veramente sei. Devi superare la prima fase fatta di disagio: pensieri, paure, emozioni, sentimenti e ricordi ti affollano la mente mettendoti a diretto confronto con te stesso, quasi ti guardassi in uno specchio magico capace di riflettere la tua anima. Devi capire che tutto questo sei tu, il tuo Io senza maschera alcuna. Una volta capito, la mente si placa e lascia posto alle sensazioni più dirette: inizi a vedere, a vedere oltre ciò che è la fisicità delle forme che ti circondano. L’udito si acuisce e riconosci suoni che prima erano sconosciuti, l’olfatto si affina e vieni pervaso da profumi fatti di mille sfumature. Inizia il dialogo con te stesso e con ciò che ti circonda, un dialogo continuo che lascia il tempo come sospeso, che ti fa vivere sul confine invisibile tra materialità e spiritualità. Pian piano ricordi e riconosci, ti riconosci per ciò che sei: un essere libero, capace di creare empatia con la purezza del luogo che ti circonda, con la semplicità e l’armonia che esiste nella verità. Non forzare, non pensare, ma lasciarsi trasportare, questo è ciò che bisogna fare. Il semplice adeguare il passo al pendio e alle proprie forze senza l’assillo di una meta, di una cima, di un risultato, ti trasporta in questa dimensione assoluta. Quando tutto fluisce e ti basta stare in questo luogo con te stesso, la meta è raggiunta. Tutto il resto è superfluo, inutile, un’assurda ricerca di qualche cosa che è sempre stata dentro di noi e che aspettava solamente il nostro ricordo. La magia si compie, improvvisamente ti ritrovi a tuo agio e senti il bisogno di fermare il passo e placare il tuo respiro, tutto per non fare il benché minimo rumore che possa distoglierti dal tuo ascolto. Inizi a far parte integrante di tutto ciò che ti circonda e rimani stupito del tuo stato, resti come sospeso su un piano immaginario, che però immaginario non è. Anzi, è il tuo vero essere che si manifesta, la tua consapevolezza che cresce facendoti capire di appartenere a un disegno infinito. Una sensazione talmente forte che sembra scolpita nella pietra. Tutto è chiaro, limpido, normale, è sempre stato così e per la prima volta te ne rendi conto in modo quasi razionale. Ma non bisogna cercare di capire, altrimenti si viene risucchiati nella materialità e la consapevolezza svanisce. Bisogna solamente ascoltare e lasciarsi trasportare.