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Data Inizio: 26-03-2010
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Benvenuto in Fotocavalieri

CHI SONO

Sentire ciò che sono. Ascoltare la mia interiorità. Saper vedere ciò che mi circonda. Fotografare tutto questo.Vagare per foreste e montagne in ogni stagione, stabilire un contatto con Madre Terra. Un contatto intimo, vero, duraturo. Adeguarmi a lei e alle sue leggi.Accettare il freddo, il caldo, la fatica, la fame, la sete, i rischi, la paura. Entrare nel suo mondo in punta di piedi senza disturbare e altresì andarmene ringraziandola. Tutto questo per ritornare a lei e fondermi con il mio vero essere. Tornare alle origini per conoscere chi sono veramente, perché tutti noi proveniamo da lei e a lei apparteniamo.Troppi di noi se lo sono dimenticato. Fotografare per farlo ricordare, fotografare per sentire il suo contatto ben vivo dentro me quando riguardo le immagini a casa. La fotografia come mezzo per sensibilizzare le persone a rispettarla ed amarla. La fotografia come mezzo per non staccarmi mai da questo contatto. Questa è la mia fotografia, una continua ricerca di fusione con il mio essere, un mezzo per cercare di proteggere questa grande madre. Fotografare non è il mio fine ultimo, stare in mezzo a ciò che è purezza e verità assoluta ad ascoltare e ad ascoltarmi è il mio fine, la mia essenza.Tutto ciò comporta un approccio molto differente a quest’arte, mette al bando ogni manipolazione dell’immagine per mostrare ciò che è la realtà. Non ci possono essere compromessi in tutto questo, pena lo storpiamento della verità. Madre Terra è già perfetta così com’è, non ha bisogno né di fotoritocchi né di qualsiasi altro tipo di manipolazione. Questo comporta un certo sacrificio e una certa conoscenza dell’ambiente, ma soprattutto è il riuscire a fondermi con esso che mi porta ad ottenere delle buone immagini. Con il tempo ho imparato a saper guardare, ad ascoltare, a previsualizzare la potenzialità di una scena. Potenzialità non solamente espressa dalla composizione fotografica, ma piuttosto da ciò che mi trasmette quel particolare soggetto in quel preciso momento. E’ lui che mi chiama, è lui che attira la mia attenzione per instaurare un dialogo e questo è un grande privilegio per me. Alle volte rimango come folgorato dalla chiarezza del mio sentire e tutto è logico e naturale, tanto che ottenere l’immagine diventa solamente la conclusione del dialogo. Altre volte fallisco clamorosamente e mi arrabbio con me stesso per non essere riuscito a capire ciò che quel soggetto voleva dirmi. Non la considero una sconfitta, ma uno sprone per imparare meglio ad ascoltare ed ascoltarmi. La mia meta non sta nel aver ottenuto una buona fotografia, ma bensì in tutto ciò che sta nel mezzo. Un continuo apprendere, una continua ricerca, un continuo scambio tra Madre Terra e me. Si, uno scambio, perché non si può pensare solamente a prelevare, bisogna saper donare, altrimenti il dialogo non avrebbe alcun senso di esistere. Donare le proprie emozioni, accarezzare un fiore, abbracciare un albero, trasmettere amore, divulgare le immagini ottenute per sensibilizzare la massa. Ecco, quando fotografo si apre come un canale che mi permette di comunicare con questo regno a cui appartengo e di cui avevo dimenticato il linguaggio. Ora pian piano ne sto ricordando le parole, ma la strada da compiere è ancora lunga.